Giornata Internazionale per l’Ambiente

Giugno 5, 2008

La Giornata Mondiale per l’Ambiente, che si celebra ogni anno il 5 giugno, è uno dei principali strumenti attraverso cui le Nazioni Unite sensibilizzano l’opinione pubblica sulla questione ambientale a livello mondiale e favoriscono l’azione e l’attenzione del mondo politico.

Lo slogan scelto per la Giornata Mondiale per l’Ambiente del 2007 è in inglese Melting ice – a Hot Topic? (che si può render in italiano con Ghiaccio che si scioglie, tema che scotta?)  a sostegno dell’Anno Internazionale per i Poli focalizza l’attenzione sugli effetti del cambiamento climatico sugli ecosistemi e le comunità dei poli, e sulle conseguenze che ne derivano per tutto il mondo.

Il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP) ha lanciato una grande campagna mondiale sull’importanza di piantare alberi. Con lo slogan Plant For Planet: Billion Tree Campaign tutti gli individui, comunità, imprese e industrie, organizzazioni della società civile e governi sono incoraggiati a sottoscrivere on line il loro impegno di piantare alberi al fine di raggiungere l’obiettivo di piantare almeno un miliardo di alberi in tutto il mondo nel 2007.

“Abbiamo così poco tempo per evitare i danni e gli effetti negativi  del cambiamento climatico. Esistono numerose soluzioni alla portata di tutti, come sostengono molti economisti, soprattutto se paragonate a ciò che si spende per soddisfazioni personali. Per l’economia mondiale, i beni e servizi ricavati dalle foreste valgono miliardi, se non migliaia di miliardi di dollari. Le foreste sono contenitori  importanti sia dal punto di vista naturale che economico, per la loro funzione di sottrarre carbonio all’atmosfera e di racchiuderlo nei tronchi e nei rami. A livello globale, la diffusione delle foreste sulla terra è diminuita di un terzo rispetto a un tempo. E’ dunque giunta l’ora di  capovolgere questo trend, è ora di agire”.
                                               Achim Steiner, UNEP Executive Director

 

 

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8 Comments Add your own

  • 1. Giacomo  |  Giugno 6, 2008 at 1:54 pm

    http://www.tempi.it/cultura/001158-dimenticare-al-gore

  • 2. matteo  |  Giugno 6, 2008 at 4:09 pm

    Secondo te Giacomo è inutile quindi tutto questo allarmismo e tutta questa ricerca di sistemi per evitare immisioni di CO2?
    Io penso che se vi sono modi per evitare di distruggere il pianeta bisogna cercare di attuareli e non continuare a immetere CO2 ache se siamo solo nel 5%.

  • 3. Giacomo  |  Giugno 6, 2008 at 4:28 pm

    No questo porta però a considerare che ci possono essere altre priorità oltre a quella di ridurre il nostro 5%. Spendere miliardi di euro per investimenti inutili(solare eolico) qundo con molti meno si possono produrre centrali nucleari mi sembra una sciocchezza. inoltre le 2 accuse che si fanno lad esso sono senza senso:
    1 le scorie. Possono essere, con specifici trattamenti previsti nelle centrali di 4 generazione ed attualmente attuabilii, distrutti
    2 pericolo fuoruscite radioattive. l’unico caso grave è stato quello di cernobil. le centrale sono diventate però più sicure, ed inoltre quell’incidente è accaduto solo perchè gli scienziati in un test hanno spinto il reattore al massimo(cosa poco intelligente). Non bisogna pi dimenticare che altre fonti energetiche causano milioni di vittime:il carbone 300000 solo in cina, le biomasse un milione in tutto il mondo.

  • 4. paolomot  |  Giugno 6, 2008 at 4:45 pm

    Piccolo problema, per la 4° generazione dobbiamo aspettare ancora almeno 10-15 anni, poi non è affatto vero che ci vogliono meno soldi per produrre le centrali e il problema delle scorie non è ancora stato risolto, l’unico rimedio per adesso sono i depositi temporanei; inoltre la soluziuone deii depositi geologici salini( ancora da trovare siti geologici adatti e disponibili) forse non sono adatti perchè a quelle temperature e con le radizioni il salgemma(NaCl) potrebbe rompere i suoi legami e provocare non pochi danni all’ambiente.
    Inoltre un’altra domanda, quando finiscono le riserve di uranio che si fa???
    Studi hanno dimostrato che non è più conveniente il nucleare.

  • 5. Giacomo  |  Giugno 6, 2008 at 7:17 pm

    Le scorie già ora si possono eliminare già adesso. poi scusa, ma se devono fare lecentrali di quarta generazione ciò significa che l’uranio non sta per finire. poi, come sta accadendo per il petrolio( a proposito nuove ricerche stanno trovando nuovi pozzi in profodità che probabilmente costituiscono il 90% delle riserve mondiali di petrolio) si trovano nuove miniere, basta cercarle. inoltre stanno costruendo nuove centrali in francia in plonia e anche in svezia.
    infine una centrale nucleare costa sui 3 mld di euro, bene con il fotovoltaico, per produrre la stessa energia, ne servono 60 di miliardi. l’uso del fotovoltaico non sostituisce le altre centrali perchè, avendo picchi di potenza bassa, sono sempre necessarie delle centrali che entrino in azione quando il sole non c’è più. Per concludere, non so se si sa, un quarto del parco delle centrali nucleari francesi l’abbiamo pagato noi importando da loro l’elettricità.

  • 6. Matteo  |  Giugno 7, 2008 at 11:52 am

    Ammettendo il fatto che le centrali solari non risolvano definitavamente il problema io credo che comunque bisogna cerca di svincolarsi dall’utilizzo del petrolio

  • 7. giacomo  |  Giugno 7, 2008 at 5:35 pm

    Giusto, bisognerebbb nei prossimi anni arrivare a queste percentuali:
    25% rinnovabili (in italia soprattuttto idroelettrico)
    25% nuclleare
    45% carbone o altri combustibili( tranne gas e petrolio)
    resto petroli e gas per rispondere velocemente ai picchi di richiesta.
    quando poi le rinnovabili avranno costi più contenuti, si potrà sempre più aumentare l’importanza di queste a discapito del carbone.

  • 8. emilio - homer  |  Agosto 18, 2008 at 10:48 am

    Mi spiace davvero, vedi il recente (ennesimo) incidente presso una centrale nucleare, che ancora oggi si creda che l’energia nucleare sia una delle alternative possibili.
    UN po’ come gli inceneritori.
    Il problema è che un sistema complesso come quella della biosfera nella quale viviamo è ormai da tempo in avvicinamento a una possibile condizione di non controllo.
    Chiedo a tutti, primia di proseguire nella discussione, di fare quello che ho fatto e sto facendo io, ovvero leggere le interessantissime pubblicazioni di LegaAmbiente (rapporto Ecomafia 2008), nonchè (per svago ma non solo) i romanzi della collana di LegaAmbiente (VerdeNero).
    Infine, per almeno sapere quali sono i problemi globali, leggete il libro recentemente pubblicato grazie alla traduzione promossa da Beppe Grillo del saggio di Lester Brown “piano B 3.0″.
    Ricordo che Lester Brown è considerato tra (se non “il”) maggiori conoscitori ed esperi del problema globale della terra.
    Il saggio è seconod me veramente interessante e spiega come la sola ricerca di fonti alternative non potrà mai essere sufficiente.
    Il resto non ve lo anticipo………..
    Fatemi un piacere, davvero, leggetelo.
    Grazie.
    Emilio

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